STUPEFACENTE

LECITO

La straripante "pittura iperproteica" di Enrico Robusti

Un’opera su tutte e quasi basterebbe il titolo: “Mistica della torta fritta. Diffuso rito celebrativo della torta, che abbandonati gli speranzosi lieviti della prima ora diventa fritta per sempre!”. Calorica, massimale, irriverentemente caustica, “La pittura iperproteica” è anche una stupefacente mostra di Enrico Robusti in corso al Labirinto della Masone, a Fontanellato.

L’esposizione, fortemente voluta da Franco Maria Ricci, che da tempo conosce e stima l’artista parmigiano (1957) , è costituita da una selezione di circa trenta opere, tra cui quattro lavori inediti realizzati per l’occasione. I dipinti, tutti a olio su tela e in maggioranza di grande formato, rappresentano una finestra sulla società odierna, della quale offrono scene e scorci

attraverso una prospettiva vorticosa e irreale. Raccolte intorno a tre nuclei tematici principali - il cibo, le coppie e il tempo libero - le opere di Robusti tracciano, con le loro pennellate veementi (o robuste: nomen omen), un ritratto grottesco del nostro mondo, occidentale e italiano, allo stesso tempo realistico e onirico. Ma, se le proporzioni deformate e le espressioni accentuate rimandano al regno dell’incubo, le situazioni e i personaggi possono invece essere collocati senza fatica nelle nostre case, nei nostri salotti o nei nostri ristoranti…Robusti dipinge con uno sguardo curioso, ironico e tagliente, libero da intenti giudicanti perché conscio di far parte anch’egli del mondo che ritrae. La mostra, visitabile fino al 17 gennaio, sarà accompagnata da un volume edito da Franco Maria Ricci, in cui le opere di Robusti saranno affiancate da un testo di Camillo Langone, scrittore, giornalista e curatore della mostra, per costruire una narrazione originale e moderna.