STUPEFACENTE

LECITO

Gino Bosa, l'arte di non invecchiare @ The Address Gallery | Brescia

“La pittura è senza aspettative particolari, tanto più quando si ha la sensazione che possano essere attese. È un po’ come ripetere a sessant’anni una frase che a vent’anni hai pronunciato pieno di fervore e convinzione e che ora suona strana, metallica, pervasa da nuovi serafici enigmi”.



Per Gino Bosa l’arte serve a non invecchiare, implica tensione e voglia di migliorare, un binomio che fa parte della sua vita fin da giovane: essere artista o meno, mettersi in discussione, non accontentarsi mai e soprattutto essere i primi critici di se stessi. Nella sua seconda personale in corso alla galleria The Address di via Trieste, a Brescia, l’artista padovano (1961) espone una serie di tredici lavori inediti che sintetizzano ed esprimono il concetto in maniera minimale e al tempo stesso poetica.

Titolo della mostra: “Se è per te, dì che non ci sono”.



Come nel famoso cult di David Fincher, in cui il protagonista combatte contro il proprio alter ego, l’artista si sdoppia, cercando di far luce sulla sua visione del mondo. Ecco quindi avanzare scelte ponderate, equilibrate e riflessive che si alternano a gesti invece più avventati, impulsivi e sorprendenti: da ciò emerge una vibrazione fatta di colori e velature, orme, linee e tratti, immagini vitali ed esanimi.



Oggetti presi in prestito dall’immaginario quotidiano, frammenti di semplici materiali quali tessuto, cotone, polistirolo e nastro adesivo si mescolano a strati di sporco sedimentato sulla tela, polvere e vernice spray. Un gesto elementare, ripetuto, accumulato, intensificato come quello realizzato con una bomboletta da due soldi, appare agli occhi come un immaginario, una poesia, un romanzo colmo di significati.



Nel caos indispensabile che ci circonda e nella superficialità della vita, ci si immerge nelle inaspettate profondità delle immagini. Evitando un singolo punto di messa a fuoco, l’artista induce a compiere un viaggio audace fatto di stratificazioni, di colori, di variazioni, di ripensamenti, di risultati consistenti ma anche di fallimenti, di errori.



Le composizioni, in continua evoluzione, permettono un movimento ed un punto di vista multidirezionale in cui il tempo sembra non seguire la propria linearità...“manifesta disillusione di una giovane pittura che non cede ad una nuova stagione, ma ad una stagionatura metaforicamente infinita, densa di nuove implicazioni” (theaddressgallery.com).